Prosecco Rosé: diamo i numeri in vista del Natale

08/12/2020
da Alberto Perini

Lo scorso 25 novembre può essere considerato come un giorno da inserire nella storia del vino Prosecco. Il nuovo arrivato, infatti, il Rosé, è stato ufficialmente presentato dal Consorzio di Tutela del Prosecco Doc alla stampa internazionale e a tutti i canali di comunicazione. Questo significa che a partire da quella data il Prosecco Rosé può essere venduto ovunque con il marchio registrato. In vista del Natale 2020, anno molto particolare e da considerare un caso nel panorama delle vendite, ecco un po' di numeri* che possono far rendere conto dello stato dell'arte di questo vino bollicine davvero speciale.

Più di 80 aziende coinvolte nella produzione e sei i principali mercati esteri

Il primo numero che va sottolineato è quello delle 85 aziende del territorio votato alla coltivazione delle uve da Prosecco coinvolte nella produzione del Prosecco Rosé Doc. Queste hanno contribuito alla realizzazione ed imbottigliamento di ben 12,2 milioni di bottiglie di Rosé. Le stime, però, sono al rialzo, visto che si prevede entro la fine del 2020 di arrivare alla produzione di 20 milioni di bottiglie. Non solo: per il 2021 le stime sono addirittura raddoppiate. Ecco che dunque si pensa ad imbottigliare e vendere durante il prossimo anno 40 o 50 milioni di bottiglie di Prosecco Rosé Doc. La quota di partecipazione dell'Italia, in questo contesto di prospetto delle vendite, si attesta sul 15-20%, mentre la parte del leone la fa l'export verso i Paesi esteri, con l'80-85%. A questo proposito si punta su sei mercati in particolare: Stati Uniti e Regno Unito innanzitutto, poi Canada e Paesi del Nord Europa, seguiti a sorpresa dalla Francia (e non dalla Germania) e Asia dell'Est.

Nel piano marketing del prodotto non vengono sottovalutati i canali distributivi

Nelle previsioni delle aziende produttrici di Prosecco Rosé Doc non sono state trascurate le considerazioni sui canali di vendita. La parte della protagonista la fa la Grande Distribuzione Organizzata (GDO), con il 55-60% del totale delle vendite. Al secondo posto viene il canale Horeca (Hotel, Ristoranti, Caffé e Catering), con una quota che arriva fino al 35% della distribuzione. Seguono un 10-15% per i canali dell'e-commerce e un 1% per le vendite dirette in cantina o aziende vitivinicole.

Sai riconoscere un vero Prosecco Rosé Doc?

Un vino Prosecco Rosé Doc è diverso dagli altri vini rosé frizzanti generici e va saputo riconoscere. Ecco qualche dritta per farlo senza sbagliarsi. Prima di tutto occorre sapere che questa tipologia di Prosecco viene prodotta esclusivamente nella tipologia “Spumante” e solo come Brut Nature o Extra Dry: altri contenuti zuccherini non vengono contemplati. Ha poi la dicitura “Millesimato”, dovuta al fatto che almeno l'85% delle uve con cui è stato prodotto debbano appartenere alla stessa annata (dato riportato sull'etichetta). L'etichetta riporta inoltre il marchio di autenticità, al fine di evitare contraffazioni. Le uve con cui viene prodotto il Prosecco Rosé sono quelle del vitigno Glera all'85% (quelle del Prosecco classico, per intenderci) con in più una parte di Pinot Nero per il 10-15%. Va tenuto conto poi del fatto che il metodo di fermentazione è quello naturale, Martinotti o Charmat. Per quanto riguarda il gusto, infine, il Prosecco Rosé è più rotondo rispetto al Prosecco Classico, e in esso vengono accentuati gli accordi fruttati (frutti rossi, ma anche mele e agrumi).

*I dati che si possono leggere in questo articolo sono stati raccolti da fonti ufficiali e da sondaggi effettuati dal Consorzio di Tutela del Prosecco Doc alle aziende produttrici.